THE SHRINKING CITIES WEBPAGE

” Da 200 anni l’urbanizzazione procede a livello globale in maniera
estremamente veloce. Nel 1800 solo il 2% della popolazione mondiale, allora stimata di un miliardo, viveva in città. Nel 2000 era ormai quasi il 50% di circa 6 miliardi e mezzo di esseri umani. Si prevede che nel 2050 si raggiungerà più o meno il 75% di una popolazione stimata intorno a 8,5 miliardi. Tuttavia, non tutte le città crescono. Tra il 1950 e il 2000 si contavano più di 350 metropoli, soprattutto nel mondo industrializzato, che perlomeno temporaneamente hanno perso abitanti in maniera percepibile.

Negli anni ’90 più di un quarto delle grandi città nel mondo ha perso abitanti. Il numero continua ad aumentare, anche se nei prossimi decenni i processi di crescita per lo più continueranno a prevalere. Ma è prevedibile una fine: tra il 2070 e il 2100 la popolazione mondiale raggiungerà lo zenit e i processi di urbanizzazione saranno per lo più conclusi. Allora le tendenze di espansione e contrazione si bilanceranno. Il declino urbano diventerà normalità, come lo era prima che avesse inizio l’industrializzazione. Dal punto di vista degli stati industrializzati, ciò è assolutamente inimmaginabile; da generazioni abbiamo sperimentato una crescita pressoché continua in molti ambiti della nostra vita e finora i processi di crescita hanno dominato a livello globale. Tuttavia, tale crescita è distribuita, dal punto di vista fisico, in maniera per lo più disuguale e parecchi luoghi sono coinvolti in gravi processi di contrazione. In molti paesi perfino la quantità della popolazione cittadina è in declino. I prezzi drasticamente in aumento della benzina e delle materie prime così come il surriscaldamento del clima provocato dall’uomo costituiscono gravi
limitazioni alla crescita. Dunque è già percepibile e palpabile una
nuova era dello sviluppo urbano. Se si guarda alla storia dell’umanità, il periodo di crescita dell’era moderna è davvero limitato ad un arco temporale di appena 300 anni. La fine di questa era si fa presagire; non si può fare a meno ormai di osservarne i segnali, tanto nei vecchi paesi industrializzati dell’Ovest che in quelli dell’Est.

La decrescita porta – esattamente come a sua volta la crescita –
a trasformazioni di carattere fondamentale, cui corrispondono modifiche dei principi, dei modelli di azione e delle pratiche che di conseguenza generano nuove tendenze all’interno della società. Il fenomeno della contrazione urbana è dovuto a diversi processi di trasformazione. Nei vecchi paesi industrializzati, nei quali principalmente si è riscontrato il fenomeno del ritiro urbano negli ultimi decenni, le cause principali sono dovute alla suburbanizzazione, alla deindustrializzazione, al calo demografico e ai cambiamenti politici seguiti alla caduta del comunismo.”

Il testo è tratto dalla pagina web Shrinking Cities-Citta in Contrazione, una pagina che racconta il progetto di ricerca realizzato da Kulturstiftung des Bundes/Fondazione culturale della Federazione Tedesca in cooperazione con lo studio di progettazione Philipp Oswalt, la Galerie für Zeitgenössische Kunst Leipzig/Galleria di arte contemporanea di Lipsia, la Stiftung Bauhaus Dessau/Fondazione Bauhaus Dessau e la rivista archplus.

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